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Per creare le mie Ambientazioni Sonore attingo suoni dalla realtà concreta, posso prenderli in prestito dalla natura: il frinire di cicale o di grilli, lo scrosciare dell’acqua, il vento nelle foglie; oppure dal lavoro dell’uomo: macchine industriali, attrezzi, cantieri; dalla vita di tutti i giorni: il chiacchiericcio nell’atrio di un albergo, le persone che passeggiano nelle strade. La materia prima è sterminata e permette un lavoro di grande coerenza con il progetto per cui è stata pensata.
Una volta in studio di registrazione, scelgo, fra i molti minuti registrati, tagli di pochi secondi che hanno in se una propria intrinseca “musicalità” e che, sonoramente, rappresentano al meglio quel concetto, quel luogo, quell’opera. E’ con questi piccoli frammenti, effettati, trasposti, rielaborati, che costruisco la composizione finale, realizzata esclusivamente con i suoni reali da cui sono partito.
A questo punto non resta che installarla nascondendo con sapienza l’impianto audio più idoneo, creando così un'opera sonora d'arte contemporanea unica e irripetibile che, come un quadro o una scultura, diventa parte integrante dell'ambiente o dell’installazione per la quale è stata creata e in cui viene fruita.